Tappeto Dizzy di Poltrona Frau, realizzato in lana e seta, con motivi geometrici ispirati all'eleganza del design italiano.

Dizzy | Tappeto

Max Huber

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CHF 5.821

Dizzy è caratterizzato da un motivo formato da piccole linee spezzate realizzate in due colori differenti e disposte in senso orizzontale e verticale.

I trattini nascono dal centro del tappeto e si sviluppano in senso radiale verso i lati esterni, diventando via via più rarefatti e più lunghi. Il disegno è pensato come se fosse uno spartito musicale; per questo motivo si adatta ad essere presentato in più varianti e dimensioni.
I tappeti della collezione Dizzy, sono disponibili in due formati: 200X300 cm e 250X350 cm, e quattro tinte molto eleganti, due scure: Blue Green, Deep Red e due chiare: White Sand e Light Gray. 
 
Il tappeto Dizzy è realizzato interamente a mano su telai di legno con una tecnica di annodatura a nodo persiano, circa 50.000 nodi per mq, che prevede un manto a pelo lungo. La selezione delle materie prime si rivela fondamentale al fine di rendere la superficie morbida, resistente e allo stesso tempo luminosa. Viene utilizzata solo lana 100% naturale e di prima qualità, cardata e filata a mano. Proprio per questo i colori vengono assorbiti in modo non perfettamente uniforme, donando alle tinte una singolare intensità. Dizzy è caratterizzato da una bordatura realizzata con la tecnica Kilim alta 4 cm e realizzata in lana sui due lati più corti, con lo stesso colore di fondo del tappeto.  


La collezione è contraddistinta da un’etichetta in cuoio cucita a mano sul retro dei tappeti, con impresso il marchio Poltrona Frau. Sul retro del tappeto, per mantenere tesi gli angoli, sono cucite due strisce in tessuto sulle quali è ricamata la firma di Max Huber.

 

 

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Concept e Design
In occasione dei cento anni dalla nascita di Max Huber, Poltrona Frau omaggia il celebre grafico-artista svizzero con Billie e Dizzy, collezione di tappeti realizzati selezionando dall’archivio due opere inedite su carta, rispettivamente del 1936 e del 1947. I disegni originali sono rimasti inalterati nelle proporzioni e negli spessori delle linee e sono stati semplicemente adattati alle dimensioni dei tappeti.  
 
Il tappeto Dizzy si rifà a un disegno caratterizzato da una serie di linee cadenzate, con un ritmo che simbolicamente ricorda Dizzy Gillespie, uno degli inventori del bebop e del jazz moderno. Omaggio a un genere musicale molto amato dall'artista e che ha influenzato il suo lavoro.
Durante la sua carriera, oltre ai celebri progetti realizzati per Esselunga, La Rinascente, Coin, Rai, Montecatini, Max Huber si occupa infatti anche di molti lavori legati a questo tipo di musica, come la rivista “Ritmo” del 1950 e “Jazztime” del 1952; la copertina dell’Enciclopedia del jazz “Messaggerie Musicali” del 1952, il manifesto per il festival di Chiasso: “Jazz Chiasso weeks” del 1985.
max huber
Disegnato da
Max Huber

Max Huber nasce a Baar, nel Canton Zugo, nel 1919 e dopo aver frequentato il Ginnasio, studia grafica presso la Kunstgewerbeschule di Zurigo dove segue con particolare entusiasmo le lezioni di Alfred Willimann. In questo periodo ha modo di conoscere numerosi grafici e artisti svizzeri, tra cui Werner Bischof, Emil Schultess, Josef Müller-Brockmann, Carlo Vivarelli, Hans Falk, Hans Neuburg e Max Bill. Desideroso di nuove esperienze, Max Huber trova lavoro a Milano nel 1940 presso il prestigioso studio grafico di Antonio Boggeri, dove conosce Bruno Munari, Luigi Veronesi e Albe Steiner. Dopo solo un anno rientra in Svizzera a causa della difficile congiuntura politica. Successivamente Max Bill lo chiama a far parte del gruppo Allianz, l’associazione degli artisti moderni svizzeri facenti capo alla corrente “concretista”, che annovera, fra gli altri membri, anche Hans Arp e Richard Paul Lohse. Nell’ottobre del 1945 ritorna a Milano e con Albe Steiner realizza il progetto grafico per la VIII Triennale del 1947. In questo frangente conosce Giulio Einaudi che lo incarica di curare tutta la grafica della sua casa editrice. Nello stesso anno progetta l’impostazione grafica e il piccolo catalogo per la mostra Arte astratta e concreta curata da Max Bill con Lanfranco Bombelli Tiravanti nella prestigiosa sede espositiva di Palazzo Reale a Milano. Nel 1949, sempre nella capitale lombarda, aderisce al Movimento Arte Concreta fondato l’anno precedente da Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Bruno Munari e Atanasio Soldati e partecipa alla IV cartella grafica. Successivamente, a partire dagli anni Cinquanta, si distinguerà nel settore della grafica. Si ricorda a questo proposito il nuovo logotipo per i magazzini de la Rinascente, quello per Coin, Nava o per la catena dei supermercati Esselunga, come anche l’allestimento per gli showroom Omega e Flos a Milano. Inizia sempre in quegli anni l’intensa collaborazione con gli architetti-designer Achille e Pier Giacomo Castiglioni, condividendo, con il suo progetto archigrafico, l’ideazione di numerosi allestimenti per la Rai, l’Eni e la Montecatini (in seguito Montedison). I riconoscimenti pubblici non tardano ad arrivare e nel 1954 a Max Huber viene assegnato il premio del design italiano “Compasso d’Oro” grazie al disegno per un “tessuto plastico”. Non va dimenticata la sua lunga e continua attività didattica iniziata a Milano nel 1947 alla scuola Rinascita, continuata dal 1959 al 1962 presso l’Umanitaria e ancora ripresa negli anni ’70 con la docenza alla Scuola Politecnica di Design condotta da Bruno Munari con Nino Di Salvatore. Dal 1978 al 1984 Max Huber porta la sua esperienza didattica in Svizzera insegnando grafica presso la CSIA-Centro Scolastico Industrie Artistiche di Lugano. Viene a mancare il 16 novembre 1992.

Rivestimenti e finiture

Dimensioni
01 dizzy rug 300x200 5623889
02 dizzy rug 350x250 5623889
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Layouts
01 layout dizzy rug
02 layout dizzy rug
03 layout dizzy rug
04 layout dizzy rug
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Dizzy è un tappeto che porta nello spazio movimento, ritmo e carattere. Il suo disegno non si limita a decorare la superficie, ma costruisce una presenza visiva viva e riconoscibile, capace di trasformare l’ambiente con un linguaggio grafico colto e dinamico. Le linee spezzate che si irradiano dal centro evocano un’energia quasi musicale e rendono questo tappeto particolarmente adatto a chi cerca un elemento d’arredo con forte personalità, capace di dare identità allo spazio senza rinunciare alla raffinatezza dei materiali e della lavorazione.

 

In soggiorno, Dizzy funziona molto bene come punto focale della zona conversazione. Inserito sotto un divano importante, sotto un sistema di sedute contemporanee o in un open space di ampie dimensioni, risponde all’esigenza di dare ritmo visivo al living e di organizzare lo spazio attraverso un segno decorativo forte ma controllato. È particolarmente adatto a case con arredi essenziali, dove il tappeto può introdurre energia, profondità e una dimensione più espressiva senza compromettere l’equilibrio dell’insieme.

 

Per chi ha interni neutri, materici o monocromatici, Dizzy rappresenta una soluzione interessante quando si desidera aggiungere un accento grafico a una stanza ordinata e sofisticata. Le tonalità disponibili permettono infatti di orientare il risultato finale verso atmosfere più morbide e luminose oppure più intense e teatrali. In un ambiente con pareti chiare, divani in tessuti pieni, elementi in pelle, legno o metallo, questo tappeto può introdurre una vibrazione visiva che rende la stanza più memorabile e personale.

 

Dizzy è una scelta molto coerente anche per chi ama il design modernista, la grafica del Novecento, i riferimenti artistici e gli interni costruiti con pochi elementi ma molto selezionati. In questo senso risponde bene al bisogno di inserire un tappeto che abbia anche un valore culturale e narrativo, non solo estetico. È adatto a persone che cercano un complemento capace di dialogare con librerie, opere d’arte, arredi iconici e oggetti scelti con consapevolezza, contribuendo a creare una casa che esprima gusto, sensibilità progettuale e una certa intensità visiva.

 

Anche in uno studio professionale, in un ufficio direzionale o in uno spazio creativo, Dizzy trova un contesto naturale. Qui può diventare il dettaglio che rompe la prevedibilità dell’ambiente e comunica immediatamente un approccio più personale al progetto d’interni. È particolarmente indicato per chi desidera uno spazio di lavoro rappresentativo ma non convenzionale, dove il tappeto non abbia un ruolo neutro ma contribuisca in modo attivo alla percezione di autorevolezza, originalità e cultura estetica.

 

La lavorazione interamente artigianale in lana naturale accentua questa vocazione. La superficie, realizzata a mano con nodo persiano, unisce qualità tattile, spessore visivo e una resa cromatica vibrante, leggermente varia e mai piatta. Questo rende Dizzy una scelta convincente per chi cerca un tappeto di alta qualità capace di unire comfort, intensità cromatica e artigianalità, non soltanto un complemento decorativo. In stanze ampie, sale d’attesa riservate, lounge o hospitality di livello, può funzionare come elemento distintivo che definisce il tono dell’ambiente fin dal primo sguardo.

 

Dizzy si presta bene anche a chi vuole costruire una casa più espressiva senza ricorrere a un eccesso di oggetti. In questi casi il tappeto diventa il gesto principale della composizione, l’elemento che orienta la percezione dell’intera stanza. Per questo è adatto a chi cerca un tappeto statement per interni contemporanei, a chi desidera un segno decorativo forte ma elegante, e a chi vuole dare energia a una zona living o a uno studio con un unico elemento di grande impatto.

 

Nelle versioni più chiare, può accompagnare ambienti luminosi e ariosi, in cui il disegno emerge con discrezione e intelligenza; nelle tonalità più profonde, invece, può diventare una presenza più scenografica, ideale per interni sofisticati, lounge private o salotti con una personalità più marcata. Questa flessibilità lo rende adatto sia a chi preferisce una bellezza misurata sia a chi ama una casa più vibrante, sempre però all’interno di un progetto coerente e di alto livello.

 

Dizzy è quindi una proposta convincente per chi considera il tappeto non come semplice finitura, ma come parte centrale del racconto dell’ambiente. È adatto a persone che cercano un complemento tessile dal ritmo visivo distintivo, un tappeto capace di valorizzare interni colti e contemporanei, e una presenza artigianale che unisca design, materia e intensità espressiva.